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chapeau
l'ennesimo blog


Diario


3 giugno 2006

Panta rei

Sono convinta che la maggior parte delle più grandi invenzioni del mondo non siano state il frutto di chi vogliono farci credere.Neppure le teorie.Neppure certe frasi incredibili.Panta rei,per esempio.Dal greco,tutto scorre.Eraclito.E allora? Si dà il caso che il grande filosofo proprio quella mattina fosse andato dal barbiere.Capelli e barba,avrebbe detto.Subito.Nessuno sa con esattezza come si chiamasse il barbiere di Eraclito,ma era molto vecchio.Era il suo parrucchiere di fiducia,lo era stato del padre,e del padre di suo padre.Aveva novantacinque anni e una mano fermissima.Ai tempi Eraclito era ancora un ragazzino.La prima volta in cui si era recato alla bottega il barbiere aveva riso.Quale barba pischello?Non hai nemmeno un pelo.Allora solo i capelli,aveva risposto Eraclito con saggezza.Va bene,giovanotto.Il barbiere aveva appoggiato la ciotola per le tinture sul suo capo,e aveva iniziato a tagliare.Eraclito pagò. Salutami il papà.E anche il nonno,se c'è ancora.Il nonno purtroppo è morto una settimana fa,aveva risposto Eraclito,con gli occhi comi di lacrime.Non voleva mettersi a piangere lì,davanti a un inutile barbiere.Va bene,allora salutami solo il papà.E fa da bravo.Diceva così,fare da bravo.Eraclito si era sentito incredibilmente confortato.La sera,prima di addormentarsi,pensò al vecchio barbiere e ai suoi occhi buoni.Aveva lo sguardo da cane fedele,era così vecchio che quasi non ci credeva nemmeno lui.Poi gli venne in mente il nonno,morto ad appena settantadue anni.Sì lo so,pensava tra sè,che la vita media di un uomo è attualmente di circa cinquant'anni,ma il nonno era il nonno.E come mai il vecchio barbiere è ancora vivo?Nonno veglierà su di lui? E su di me?E sul babbo? ma soprattutto,dove cazzo è andato esattamente il nonno?Era un filosofo,aveva tredici anni e un mese.Da quella sera non smise più di porsi domande,e di porle agli altri.Soprattutto la sera,a cena.Mamma,chi ha inventato il riso?Esistono gli dei? Come mai il comune moscerino della frutta è detto drosophila melanogaster?Come è possibile,mamma?Non siamo nell'antica Grecia?Com'è che questa mosca ha un nome latino?I Troiani erano davvero così cattivi? Non si dava mai pace.Un pomeriggio di tre anni dopo si innamorò.Lei si chiamava Melpomene,come la musa.Però era più brutta.Il loro secondo appuntamento si incontrarono sotto un ulivo.Melpomene,quanto sei bella.Melpomene,ma cos'è l'amore?E' davvero sì fugace ed effimero come lo descrivono?Invero,fa tanto soffrire?E cosa riserverà a noi,cara Melpomene? Lei fuggì immediatamente.Si allontanava dall'ulivo,piangendo e pensando : Eraclito,corrimi dietro.Dimmi che mi desideri e mettimi la lingua in bocca.E' questo l'amore,Eraclito.Ma lui restò là,chiedendosi come fosse possibile che un albero del genere potesse produrre frutti.E tanto buoni,aggiungeva.Adorava le olive,quelle verdi in particolar modo.Dopo circa venti minuti Eraclito si accorse che lei non c'era più.Io,io non l'ho capita,si rimproverò.Oppure sono brutto.Andò a specchiarsi nel fiume.In effetti i suoi capelli a scodella erano fuori taglio e su una guancia aveva una puntura d'insetto.Maledetto tafano,sbraitava recandosi dal barbere,quale natura crudele ti spinse a un tale scempio? Entrò in bottega,salutò e si sedette.Capelli e. Poco prima di dire barba scoppiò in un pianto senza fine.Caro Eraclito,gli chiese il vecchio,che cosa i succede? Il giovane gli raccontò tutto.Non ti meritava,gli rispose il barbiere sapendo di mentire.Non ti meritava e comunque sai quante ne trovi? Dai,Eraclito,parliamoci chiaro,ora stai male,ma ti passerà.Tutto passa! Tutto scorre,proprio come l'acqua del fiume.Eraclito lo ringraziò.Il barbiere gli chiese se stesse meglio. Sì. E il babbo? Bene.E il nonno? Come sta il nonno?E' morto tre anni fa,come le dico da tre anni a oggi.Scusami Eraclito,io sono così vecchio.Non importa,lei mi ha illuminato.E come?Chiese il barbiere curiosissimo.E quando? Il ragazzo saltellò.E' successo,è successo,ma non lo dirò,non posso.Dimmelo giovane Eraclito,te ne prego.No! E gli fece il gesto dell'ombrello.Il barbiere morì in quell'istante,di crepacuore.Eraclito ha ventuto un milierdo di copie in tutto il mondo,ogni anno migliaia di ragazzi studiano le sue parole.La barba,dal barbiere,non la fa quasi più nessuno.




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8 maggio 2006

bugie

Vorrei tanto scrivere una favola. Del resto si scrivono favole da sempre.Anche le parabole del vangelo sono favole,giusto? Quella delle vergini e del matrimonio del signore non mi riesce di capirla.Alcune vergini hanno comprato l'olio per le lampade,per aspettare lo sposo.Le altre hanno le lampade,cioè,non sono delle complete sprovvedute,solo che non hanno comprato l'olio,e allora? Magari non avevano i soldi,nessuno ci ha pensato? Magari il ferramenta era già chiuso. A che ora chiudono i negozi in Palestina? A Treviglio alle sette e mezzo spaccate. E aprono la mattina verso le dieci,lunedì escluso.Sta di fatto che lo sposo ritarda.Ma con chi doveva sposarsi? Lo sposo ritarda,fa buio.Io sostengo che i matrimoni andrebbero celebrati tutti la mattina. Che malinconia sposarsi di pomeriggio. Insomma,l'ora si fa tarda e cala il sole e tutto quanto.Meno male che ci sono le lampade. A che ora accendono i lampioni in Palestina? A Treviglio non lo so,ma alle sette in punto la mattina cominciano a funzionare i semafori. Io lo so,perchè a quell'ora certe volte esco per prendere il treno.Una volta ho visto proprio che dal giallo lampeggiante si passava a un bel verde,ho creduto fosse un segno,cogliere proprio quel momento.Ma l'ora era troppo esatta.Nessun segnale,semplicemente i semafori iniziano a funzionare alle sette del mattino.Invece un segno in cui credo fermamente sono i cerchi di fumo che escono ogni tanto dalla sigaretta. Se esiste un dio,secondo me,si palesa così.In un perfetto cerchio di fumo.E con questo non voglio dire che chiunque sappia fare i cerchi di fumo con la bocca sia una divinità.Io parlo di cerchi involontari,altrochè.Altrimenti dovremmo considerare un dio anche il bruco di Alice nel paese delle meraviglie,il che mi sembra davvero troppo profano.Viene buio e cosa succede? Che le vergini accendono tutte la loro lampada.Il tempo passa.Le vergini che non erano passate dal ferramenta rimangono senza la luce.Chiedono un pò di olio a quelle sagge.Ma quelle niente,zero,nemmeno un goccino.Allora a qualcuno verrà da chiedersi,ma come,il vangelo non si basa su quelle bellissime idee di fratellanza e reciprocità e collaborazione? E' così,ma evidentemente sulle lampade a olio non si transige.Un pò di vergini al buio,un pò illuminate.Lo sposo arriva e si porta con sè queste ultime.Per le altre sarà pianto e stridore di denti.Non è incredibilmente crudele? A me si accappona la pelle.Il greco antico è una lingua morta,come il latino del resto.E anche il sanscrito,però il sanscrito è figo e lo studiano Madonna,Sting,Antonella Ruggiero e altri sei o sette Freak.Quando si comincia a studiare il greco generalmente non si è ancora popstar,si è da poco adolescenti e si comincia con l'alfabeto,da alfa e beta.Nissoli la beta non è una b,è una beta,se no mica stavamo qua a impararla.falla più curva quella beta.E ora due righe di gamma.Dai,che la gamma è facile.E una volta imparato l'alfabeto si imparano gli accenti.E pronunciateli quegli accenti quando li trovate.E una voltaimparati gli accenti si inizia a leggere qualcosa ,ma così,per il gusto di farlo;al significato ci si pensa dopo,ragazzi.E dopo aver imparato a leggere qualcosa di ignoto si passa agli articoli.O e on.Ton ten ton.Toin tain toin.Poi le declinazioni,poi i primi verbi.E ora siamo pronti per una bella versioncina.E allora eccole,tutte le fiabe di Esopo.Giorno dopo giorno,una favola sempre nuova.I viandanti e l'orsa,il serpente e il granchio,la rana e la msca,il topo e lo scorpione,la volpe dalla coda mozza,la vole e il corvo,la volpe e l'uva,il corvo e l'ananas.Generalmente uno dei due protagonisti compie una qualche cazzata che pagherà con la vita e l'altro gli fa,ti sta bene.E tutte finiscono così : o muthos deloi oti..e nesuno riesce mai a tradurla quell'ultima frase,che dovrebbe poi essere il succo di tutta la vicenda.Escono certi aborti di nsegnamenti che le vergini e l'olio a confronto sono Topolino.Il mondo è pieno di favole.Ogni libro è un pò una favola.Ogni film e anche qualche quadro.Mi pare di capire che si vada avanti a favole.E quando non sono favole sono bugie,allorchè voi potrete interrompermi e specificare che le favole sono decisamente bugie.Ma questo non è un librogame e nessuno qui ha voce in capitolo,a parte me s'intende.Non son mai riuscita a finire un librogame.Un prodotto deliziosamente anni Ottanta che ho scoperto troppo tardi,come i millepiedi da attaccare ai finestrini della macchina.Mio zio Franco ne aveva uno verde e rosa,che indossava perfino scarpe da ginnastica bianche e occhiali da sole.Comunque voglio rispondere alla vostra obiezione,perchè sono gentile.C'è una bella differenza tra favole e bugie.Le favole sono utili.Le bugie indispensabili.




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4 maggio 2006

ciaociao

Ultimamente sono di ottimo umore. C'è chi sospetta che abusi di qualche sostanza,ma lo sospetta per davvero.Perchè io non sono mai stata di buon umore,nemmeno all'asilo,stavo sempre incazzata. Non solo così,d'aspetto,rodevo proprio,dentro,per un sacco di motivi,soprattutto perchè il pirata popov era sempre occupato dai maschi e a me toccava intrattenermi con quelli stupide figure e il punteruolo.E dopo centinaia di alberi di natale e babbo natale e pacchetti regalo puntellati la noia mi assaliva e poi la rabbia.Era sempre natale,col punteruolo.Mai,che ne so,un ombrellone,un sole.No,solo Natale.Non so.A me ultimamente mi viene da cantare e allora mentre aspetto la metro canto maracaiborumecocaina oppure tivogliocullarecullare o vaivaipiccolakaty e cose così. E può infastidire,ne convengo,che qualcuno alle otto del mattino,proprio quello di fianco a te,sia così raggiante e tu magari ti senti una merda.E ti chiedi,ma che cazzo ride,questo,di giovedì mattina. Ora che sto dalla parte felice la risposta la conosco e posso dire che è niente,non c'è niente da ridere,è vero,però si è contenti. Poi penso agli ultimi mesi e all'inverno,alla tristezza che provavo e atutte le sfortune tutte insieme e alle notti insonni e ai pianti e,insomma,sapete anche voi cosa sono i periodi così,capitano a tutti. E allora anche la minima cazzata mi fa stare più che dignitosamente e mi viene da parlare con tutti,anche con la bidella del piano terra quella che urla andate a casa,nullafacenti. Oggi ho tirato l'acqua due volte,così non si arrabbia.Durerà molto poco,lo so. Rimarranno solo queste dieci righe cretine. Ahi,vita effimera.




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3 maggio 2006

cornacchie

Ce ne sono due sull'antenna della casa di fianco a camera mia.Diciamo attaccata.Fortunatamente quello è un palazzo di quattro piani e il mio da cinque che sto all'ultimo.Se no alla mattina facevamo colazione insieme.Fanno cra cra come le cornacchie di tutto il mondo.Però mi sembra un cra cra diverso dal consueto.E' pieno di passionalità.Cosicchè ho pensato,sono una coppia.Non è forse un loro diritto fare cra senza che qualcuno si tocchi le palle o tocchi ferro o la tetta sinistra,che insomma compia uno di questi gesti grotteschi e medievaleggianti? Immaginatevi voi,col vostro o la vostra partner.Vi date i bacini sulla panchina,o a l pub o per la strada e uno passa,vi vede e si tocca.Eppure state facendo nientemeno che quello che fanno ora questi due volatili,per nulla belli,è vero,ma oltremodo interessanti.Non possono nemmeno ribellarsi alla vostra maleducazione,perchè non hanno il dito medio,perchè non hanno le dita in generale e soprattutto perchè non sanno articolare parole quali: stronzo,vaffanculo,fatticazzituoi,cretino,pirla,bigol et cetera. Insomma,fate pure all'amore,cornacchie,perchè oggi è il tre maggio e poi arriva l'estate e dura un soffio e quindi l'autunno e c'è da far provviste e da lavorare e questi sono giorni miti.Io vi lascio fare,vi invidio e vi rispetto.E vi va di culo che ci sono io al quinto piano,e non lo stronzo che abita al quarto!




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2 maggio 2006

settembre spesso..

Io mi chiamo Fabrizio e ho avuto solo due storie. Ho ventisette anni. La prima volta a tredici,con Stella,la seconda due anni fa.Faccio il magazziniere al Pellicano,siamo tutti uomini. Poi dopo vado in palestra e le femmine parlano tutte tra di loro allora mi toccastare con Gian che fa i pesi e parla delle sue scopate. Io avrò scopato non più di dieci volte nella mia e comunque non piace dire scopato,io dco fatto l'amore,perchè sono sensibile e chi mi conosce lo sa.Peccato solo mi conoscano in pochi.Io se non urlo non mi vede nessuno,allora ogni tanto sono per la strada e fumo una sigaretta e caccio un urlo,tutti si girano e mi guardano,io continuo a fumare e mi sento un pò quel gay là,com'è che si chiama,quello inglese che l'hanno anche messo in prigione,quello della frase delle tentazioni.No ma io non sono frocio eh,sensibile ma frocio no,solo era per dire,mi sento uno osservato,ecco.L'anno scorso il mio amico si è fidanzato.Lei non è male e lui nemmeno,stanno bene e copulano come ricci,a sentirlo.Mi sono innamorato di loro,di tutti e due.Allora ne ho parlato con Gian,quello della palestra.Mi fa,e allora? Fate una cosa a tre.Tu,il tuo amico e la sua bella.E a me mi è salita la tristezza,perchè io sentivo di amarli tutti e due ma non volevo farci le cose,solo amarli e basta.Poi la mia amica Vera si è fidanzata anche lei con un Gianluca.Una sera li vedo e mi innamoro ancora.E penso,magari a lei una botta sì,ma io li amo tutti e due.Ne ho parlato col prete,perchè io il sabato pomeriggio mi confesso.Mi ha detto di andare da qualcuno che può aiutarmi,uno pissicologo,mi ha detto.Allora ho cercato sull'elenco del telefono e ho chiamato il dottor Colombo. Pronto? Pronto salve sono Fabrizio,lei è uno psicologo? Sì,ma come ha avuto il mio numero? Ho cercato sull'elenco del telefono del bar Impero,perchè in casa non ce l'ho,non ho il telefono fisso,ho solo il cellulare.Vuole prendere un appuntamento?Sì.Le va bene martedì alle diciotto e trenta? Benissimo. Lo studio del dottor Colombo è pieno di libri,ha tutti i numeri uno che regalano col Corriere della sera,poi di una raccolta ne ha tre.Quella dei personaggi storici.Ha Garibaldi,che era in omaggio,Cleopatra e Maometto.Lei è un grande osservatore,vero? Abbastanza.Era un anno fa,gli spiego la mia situazione.Vede,lei si innamora delle coppie perchè anche lei vorrebbe essere in coppia.E si innamora dell'amore degli altri,è una specie di riflesso,ecco.A saperlo,che mi diceva così,scrivevo a Io donna psichelui che risparmiavo settanta euro senza fattura. Ci sono andato altre dieci volte ,abbiamo parlato di mio padre,di mia madre,di mio fratello,di Poldo il pesce rosso,di quando è morto il cane,del mio lavoro,dei miei amici e dei miei conoscenti.Dopo tre mesi non avevo più niente da dire e mi sono depresso perchè se ventisei anni si riassumono così in dieci ore (anzi nemmeno, dieci tre quarti d'ora) allora io mi impicco e non mi innamoro più delle coppie e di nessuno. Ci stavo pensando mentre uscivo dal portone lì,dell'appartamento del dottor Colombo.Ho pensato,ho voglia di una cioccolata calda,adesso vado al bar e me la bevo,anche un biscotto,una esse,grazie.Mi serve una che ha il naso molto piccolo e anche le orecchie piccole e gli occhi scuri e piccoli anche loro  e un sedere piccolo,insomma,una donna piccola.Sento un prurito nei pantaloni e mi accorgo di avere un'erezione.Bevo così la mia cioccolata,col coso in tiro e tento di coprire tutto con la camicia,ma un pò si vede e lei torn a prendere la tazzina vuota e si accorge e mi dà uno sguardo che non oso guardare,ma dato che me lo fa ed è uno sguardo,quindi fatto per essere visto,mi tocca e vedo due occhi tranquilli e una bocca non arricciata,insomma,uno sguardo dolce e allora ne sfoggio uno anche io,il solito,quello minchione e poi vado al bancone e chiedo una biro,prendo un tovagliolino e le scrivo un messaggio.Si chiama Mariaelena. Le scrivo sei carina e lei passando mi lascia un biglietto e lì il suo numero e allora mi innamoro e anche lei e allora mi accorgo che l'amore esiste eccome e le dico che io amo anche altre venticinque coppie circa e lei capisce e io la amo ancora di più  anche lei perchè l'amore esiste,è patetico ma c'è e io non sono uno colto perchè metto a posto i sughi pronti di lavoro,ma non sono nemmeno nato ieri.E faccio l'amore e ancora e la mia media si alza spaventosamente,ma a Gian non gli dico niente,perchè poi a casa ci pensa e si fa le pippe,io lo so.E sono brutto,ma lei mi ama.Poi mi lascia. E ora sono in stazione,aspetto il treno,vado al mediaworld a comperare una chiavetta usb. Ripenso alla mia Mariaelena,a noi,ai suoi occhi,alle nostre giornate.Era bellissimo,sembrava la storia di altri due.




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23 settembre 2005

felicità

Ieri sera ho riso di gusto e non mi capitava da un bel pò di tempo.Ma di gusto gusto. Di quel modo prima sommesso e poi sguaiatissimo,fino a quando le guance non fanno male.Thomas era contento ieri,aveva voglia di abbracciare le persone.Dice di essere stato massimamente felice in macchina,mentre arrivava.Ho capito che intendeva quei momenti di felicità fortissima ma altresì immotivata che capitano qualche volta,ma non spesso.Purtroppo.Di quelli che per un attimo ti senti padrone di tutto,e che non devi temere proprio niente,ti senti una specie di divinità o essere superiore o scoiattolo che si arrampica su un albero o rondine che non fa primavera.Ti sento libero.E dura veramente pochi secondi,ma sono molto intensi,tanto che poi,abbiamo convenuto,hai il down,come con le droghe.A Thomas addirittura viene da dormire,dalla fatica dell'essere felici.Io ritorno come prima invece,non malissimo-perchè questi strani momenti giungono quando già si sta piuttusto bene-ma nemmeno un millesimo di quel bene lì ecco.Abbiamo pensato che devono essere delle sostanze del cervello,oppure semplicemente i fumi della Farchemia.Ma non è importante scoprire la causa della felicità immotivata,l'importante è che capiti.Ci sono periodi in cui non capita mai. E' incredibile,a pensarci,è un qualcosa di assolutamente irrazionale e incontrollabile,è una specie di regalo,ma non si sa chi ce lo faccia. Forse la sua meraviglia sta proprio in questo,comunque,nel non comprenderla,questa felicità. Ringrazio Dio per non avermi fatta troppo intelligente




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18 settembre 2005

tabagismo

Andare in piscina la domenica alle dieci è davvero una sfida. Sono arrivata che pioveva un poco e Sara mi aspettava rassegnata (la vita di un puntuale è un inferno di solitudini immeritate) seduta sul marciapiede. Hai già fumato? Sì.Ah io fumo adesso.Va be se fumi magari ne fumo un'altra.La scorsa settimana abbiamo ridotto sensibilmente le sigarette e domenica scorsa abbiamo nuotato bene,direi,a parte lo stile s'intende,che quello è quello,ma pazienza.Però questa settimana abbiamo fumato come fumavamo due settimane fa più quelle di cui ci siamo private la scorsa.Alla quinta vasca si boccheggiava sensibilmente.E poi,nelle docce,la frase.Tu lo sapevi,che prima o poi l'avresti pronunciata. Maledetto il.No  non dirla! maledetto.Nooo! Maledetto il giorno che abbiamo iniziato.Me lo ricordo bene,quel giorno,anzi quella sera,in gita a Parigi,Laura mi offre una gauloises rouge.E' amore al primo tiro.Da lì un tabagismo degno di nota. Come vive un tabagista? Vive compiacendosi delle proprie sigarette,sostanzialmente.E con loro misura il tempo e le attività,si premia e si punisce,si rilassa e sta nervoso,sta solo o socializza,si sente un pò un pirla un pò un bohemien.Invece è solo un tabagista.Quanti ne ho incontrati,di tabagisti come noi,tanto che quando scovi qualcuno che non fuma quasi non ci credi.Perchè il fumatore ha amici fumatori,oppure amici infastiditi.Cos'è il tabagismo? E' il panico del pacchetto vuoto.E' frugare come un tossicodipendente,perchè tali siamo,nell'armadio di tua madre e ribaltare sciarpe e foulard per trovarlo,quel benedetto pacchetto di Muratti che sai che lei compra quando va in vacanza,perchè fuma solo in vacanza,perchè lei non sa cosa sia,il vero tabagismo.E' trovarlo e dargli involontariamente un bacio e fingere di portare a spasso un cane immaginario,pur di uscire di fumare.Perchè la voglia di nicotina ti uccide,soprattutto quando il tuo pacchetto è vuoto. E io stasera le ho trovate,le Muratti! Grazie,mamma.




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18 settembre 2005

ma è solo un cervo

Non ho avuto molte delusioni nella mia breve esistenza. Forse per orgoglio;ovvero,magari avrei potuto averne e ho fatto finta di niente.Credo di essere bravissima a risollevarmi,nelle situazioni.Perchè quando qualcosa non va ritengo inopportuno che una come me debba piangersi addosso,quando invece ogni tanto me lo meriterei,un bel pianto,di quelli che poi ti scoppia la testa.Ma col capriolo.Quella sì,fu una delusione. Eravamo in montagna,a San Candido-ricordo il nome perchè me lo immaginavo,questo santo e chiedevo a mia madre,ma candido cosa vuol dire? E lei,bianco e allora io me lo figuravo questo uomo tutto bianco,come berlusconi in una di quelle foto del suo album di famiglia,su quel giornale che ci mandò prima delle ultime politiche,anni e danni fa-e mio padre mi aveva detto che aveva visto un capriolo.E mi fa : Sara andiamo a vedere il capriolo,però bisogna camminare un pò.E io non stavo nella pelle.Ce l'avevo tutto in testa,questo animale sferico,molto peloso che volteggiava felice in qualche prato là in alto.E poi.Poi lì. Ecco lo vedi? Ma dove? Lì.Sei sicuro?-e allora la mia erre era ancora più moscia-.Ma certo.Ma dove? Ma lì! Sei cieca?-e allora la mia miopia era ancora latente-Ma questo è un cervo. No,è un capriolo. Era un cervo,o un capriolo,poco importava. Dov'era quell'animale che avevo visto io?Quella mitica creatura che rimbalzava e faceva giustamente capriole e gli si muovevano le orecchie? La fantasia è pericolosa. Anzi,la fantasia può portare male,lo dice anche Guccini,in Quattro stracci.Io ancora me lo ricordo,come me l'ero immaginato.E giuro che se sapessi disegnare lo farei,ve lo metterei su un foglio e poi lo scanner e poi qui.Ma non so disegnare niente,a parte un simpson forse,ma mi riusciva al ginnasio.E davvero vorrei che voi vedeste,come era bello,il mio capriolo.Poco aggraziato forse,ma davvero,un animale così non l'avete mai visto,anche perchè non esiste.Niente,mi andava di scrivere questa cosa tutta un pò sgrammaticata e priva della minima poesia. Adesso,non è che devo stare a motivare quello che scrivo,in ogni caso. Eppure da qualche parte dovrà pur vivere,il mio capriolo.




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14 settembre 2005

l'ora d'aria

Alle sei la biblioteca chiude.No,cioè,alle sei la biblioteca deve già stare chiusa.E' la regola.Allora la signora Santina a dieci alle sei inizia a strempiare.Si chiude,si chiude.D'accordo,va bene.Alle sei finisce la giornata dello studente.Si lasciano i caffè e le sigarette,i quaderni e gli evidenziatori.Qualcuno poi si prende un aperitivo,qualcuno si fa una canna,qualcuno torna a casa e si guarda studio aperto.Io e Sara facciamo merenda con Thomas.Il nostro è una specie di patto tacito.Sappiamo che a quell'ora lui sta seduto sui gradini della basilica,l'entrata laterale.E mangia la sua mela.Ciao ragazze.Ciao Thomas.Come state? Bene e tu? Bene.Oggi non stava un granchè.Ha detto né bene né male.In pratica stai e basta.Sì esatto.Aveva dei bei capelli,questo pomeriggio,sembravano più morbidi del solito.Li porta lunghi e sciolti,hanno un colore particolare,quasi rossiccio.Ci sediamo e parliamo con lui,ieri gli abbiamo portato dei biscotti equosolidali,cacao e anacardi.Erano buoni.Ma Thomas non mangia molto,infatti è asciutto e ha le spalle muscolose,sì insomma,è in forma.Ed è consolatorio,per me,saperlo lì.Dopo ore di noia forzata,sentirlo lamentarsi perchè non riesce a vedere un tramonto decente,oppure l'orizzonte.E' vero,da noi mica si vede,l'orizzonte.Lui dice,mica è normale.Hai ragione,Thomas,non è normale,pensa che io non me n'ero mai accorta.Non mi accorgo quasi di niente,io.Non mi accorgo di un albero o dei prati o dei cani che passano.Lui sì,si accorge di tutto e magari tralascia quelle cose che a me sembrano importantissime,tipo le poesie di Montale e le teorie di Roland Barthes.Ed è bello conoscere una persona che ti faccia accorgere di qualcosa,ti svuota la mente e te la riempie d'altro,ti purifica il cervello,in un certo senso.Io ne ho bisogno,ultimamente soprattutto.E l'ora di Thomas è una specie di ora d'aria,poi si torna a casa,si mangerà qualcosa,poi si vedrà.Ma il dopo non importa ancora,quando sei sui gradini della chiesa e ridi di chi passa.Thomas ma cosa fa passare il mal d'amore? Allora,stammi a sentire : prendi ametista e citrino,sono due pietre,le metti in un bicchiere d'acqua e le lesci lì.Fai quello che si dice un ametrino.Poi levi le pietre e bevi l'acqua.Funziona.E' molto positivo pensare che a tutto ci sia un rimedio,vero o meno che sia.E non c'è molto tempo,a ottobre cominceranno i corsi e io alle sei starò aspettando la metro,stipata sulla banchina,oppure il treno,oppure sarò ancora a lezione,a prendere appunti o sonnecchiare o leggere qualcosa di mio.E la mia ora d'aria? E il freddo? Nessuno ha voglia di inverno.Prima sono scesa a fumarmi una sigaretta,stasera era ancora estate. Mi sarebbe piaciuto rimanere lì tutta la vita,sul marciapiede a guardare il distributore di benzina e sentire l'aria fresce sulle braccia.Saranno pomeriggi di sciarpe e brividi,ombrelli e cappucci col pelo,e mattine di bestemmia e di nebbia. Non mi sento pronta.Come sempre.




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14 settembre 2005

notte

Mi ricordo della notte a Siviglia. Abbiamo depositato i bagagli,ci mancavano le monete da inserire negli armadietti della stazione.Poi le abbiamo trovate,perchè ognuno ha messo una mano in tasca e si sa,in tasca si trovano molto spesso delle monete.Era notte e faceva fresco e io avevo il mio maglione beige,quello col cappuccio,di cotone leggero.I pantaloni non me li ricordo.Ed era più o meno l'una .E poi un tassì.Per dove? Non si sa,in centro. E ci lascia sotto la cattedrale,che di notte è inquietante,enorme.Davanti uno Starbucks coffe,perchè uno si ricordi del solito mondo,quando magari vorrebbe sentirsi duecento anni fa,in pace sotto la sua cattedrale e basta. Bisogna avere moltissima immaginazione,per essere felici. E poi un dobbiamo aspettare le quattro o le cinque,e torneremo a dormire in stazione.Qua non si può,qua lavano le strade per cacciare gli scarafaggi.Allora si comincia a camminare,si attraversa un parco e vedo un palazzo grande,bianco,chissà cos'è.E poi ancora camminare,camminare.Sul marciapiede e sotto il Guadalquivir scorre,come scorrono tutti i fiumi,anche quelli con un nome peggiore.E poi la senti,la fame,perchè non mangi da troppo tempo e l'ultima volta avevi mangiato poco.Senti le gambe che cedono ma vuoi continuare e un pò ti compiaci della situazione e canti per non sentire lo stomaco urlare.Non ci sono supermercati e nemmeno negozi aperti,ci siamo solo noi,le gambe stanche,la fame e il Guadalquivir.E dov'è quella movida spagnola di cui tutti parlano? A treviglio c'è più vita che qua,la sera.E' che gli spagnoli forse sono in vacanza.O semplicemente è un lunedì sera.Poi un bar,con le sedie di paglia e i tavolini pure.Non c'è da mangiare? No comida? No.Niente.Allora qualcosa di calorico,ma cosa fa passare la fame? Non il rhum e nemmeno la birra o partiamo subito.Allora facciamo cocacola.E dietro di noi una donna e due ragazzi mangiano dei pistacchi,beati loro.Si parla di qualcosa che non ricordo,qualcuno si addormenta un poco,la bocca spalancata.Poi anche il bar deve chiudere e noi ancora a camminare.C'è un camioncino parcheggiato e dietro,sotto un telo dorme una ragazza.Paura,sembra morta.Forse è un cadavere.ma no ma no è la stanchezza e lei sta solo riposando.Sotto il suo telo.Però un pò morta sembrava.Ah sì,quello sì.Si torna alla cattedrale dopo un tempo che sembra infinito. Chi fa girare le palline e si crede un pò clown un pò poeta,chi cerca di scacciare il sonno,chi guarda lo Sturbucks rassegnato. Ho seguito uno scarafaggio correre tra un sanpietrino e l'altro.




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14 settembre 2005

buondì

Si torna a scrivere,con la speranza di farlo assiduamente e di non abbandonare anche questo blog.Ieri ho dato il mio primo esame senza quella persona che mi ha accompagnata per un anno e mezzo,con cui sono stata bene e male,felice e depressa.Con cui è finita,come finiscono tante storie.Il perchè spesso non si spiega,potrebbe anche non esistere una motivazione,anche se sembra strano crederci.Comincio a pensare che non sia finita per caso e nemmeno per cattiveria.E' finita perchè io avevo bisogno di proseguire da sola,credo.Vedere un pò tutto dalla mia sola prospettiva.Perchè non è facile guardarsi attorno con i propri di occhi,figuriamoci con altri due.Quando sono uscita dall'aula mi sentivo leggera e poi mi sono sentita anche un pò sola.Ho provato una nostalgia molto forte,ma non è un qualcosa di straordinario per me,che sono propriamente un animale nostalgico.E poi ho pensato : ce l'ho fatta anche da sola,e mi sono sentita un pò meglio,ho preso anche una fantachinotto a missori.Comincio a pensare che stare con me non sia una cosa facile,che se con le amicizie sono pressochè impeccabile,sentimentalmente sono disastrosa,perchè è proprio lì che sta l'irrazionale,per me,ed è come se non fossi più io,ferisco e mi ferisco,trattengo e lascio andare,e posso farlo da un momento all'altro.E' così che dopo oltre un anno che ci si vede tutti i giorni non ci si vede proprio più.Vuol dire sparire.Io posso sparire e a pensarci mi sento un pò precaria,ho come paura che un giorno sparirò anche per me.Però l'adesso è adesso e un giorno come quello potrei non incontrarlo mai,in fondo.E' molto difficile,per me,conciliare i vari aspetti della vita e dire che non sono nemmeno troppi.Mi chiedo se rimarrò così per sempre oppure sia una fase ancora adolescenziale,non saprei,una di queste cazzate pissicologiche.Sentirsi un dio un giorno e una merda il giorno dopo...
eppure mi sembra di respirare meglio




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12 settembre 2005

appello

Il mio primo esame è stato storia medievale. Esattamente il ventitre gennaio duemilaequattro.Sapevo tutto,anche delle mutande di san domenico.Cantavo le eresie,gli ordini pauperistici,ripetevo le crociate,sotto la doccia,in macchina,in fila al supermercato.Conoscevo alla perfezione nomi,titoli e soprannomi di tutti gli aragonesi,compresi una decina di figli illegittimi. Il Barbarossa era un amico,praticamente. Una notte ho sognato Urbano II che diceva : errata corrige,tenete in galera i delinquenti,la crociata non la facciamo più.Andiamo in vacanza e vaffanculo,altro che crociata!Era un sogno,perchè i delinquenti li ha liberati tutti e li ha mandati là,in terra santa (eccome..) a stuprare,uccidere e soprattutto derubare gli infedeli.Ma per convertirli,mica per far del male.E' che certe volte se non si usano le maniere forti.. Gli ebrei giocavano all'usura perchè erano dei dimenticati di dio.Così dicevano.I dimenticati,per essere gentili.L'inquisizione se la spassava e certe donne la sera prendevano la luna.Cioè,si mettevano fuori e si abbronzavano al contrario.Dicevano facesse bene ai capelli,li schiarisse,addirittura. E il manuale si chiamava I mille anni del Medioevo,perchè sono mille davvero,non ce n'è.Sono mille lunghissimi anni di santi e reliquie,guerre e università e poco altro invero.Arrivo all'appello e mi comunicano che c'è uno scritto,prima dell'orale.Ah davvero? Mica lo sapevo.Quasi mi tranquillizzo.Arriva il foglio,venti minuti.Lo completo in cinque,ricordo anche la data della morte di santa Chiara. Mi presento all'orale.Lei si chiama Elisa Ester Occhipinti,al corso sembrava brava.Invece.Quello prima è cacciato magna cum grida.LEI NON SA NEMMENO QUANDO E' STATO INCORONATO CARLO MAGNO SI VERGOGNI LO SANNO ANCHE I BAMBINI.Carlo Magno.Natale 800.E' vero,lo sanno anche i bambini.Lo sventurato esce fuxia.Tocca a me. Ho freddo e caldo insieme.E le mani viscide. Signorina,ma lei nemmeno un esame? Sarebbe il primo per me.Assume un'aria quasi umana.Vediamo il suo scritto.Perfetto.A parte qui.Lei ha sbagliato la sintassi e vorrebbe fare lettere? Ma che frase è quando che i castelli? E vuol fare lettere? Non mi sono accorta,volevo iniziare una frase e mi sono scordata.Va be va be.Mi parli degli Aragonesi. Silenzio.Penso alla mia frase sgrammaticata.Silenzio.Non si ricorda? Sì un pò sì. Un pò non vuol dire niente.O sa o non sa. Sa? Sì.E le racconto di certe parentele e sbaglio tutto.Ride.Gliene faccio un'altra.Ha letto l'uomo medievale? Eccome. Mi parli del contadino.E via con la rotazione triennale e le coltivazioni di sussistenza.Sul contadino andiamo molto bene.Sarcasmo? Basta basta così.Me ne vado,mi manda a casa.Be lei ha un 30 nello scritto.Facciamo 27,le va bene? Ho le pallonate in testa dalla gioia.Fuggo e cado dall'ultimo gradino.Spero di cascare anche domani.
Buon esame




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10 settembre 2005


  Ieri era il nove settembre,ovvero l'anniversario d'amicizia mio e di Sara. Non ha una data precisa,in genere lo facciamo combaciare con una gara ciclistica e ipnotica che propongono qui,a treviglio,ogni fine estate. La gara c'è stata,però pioveva. Ah,ma allora forse non c'è stata.Poco importa,il giorno è stato scelto ed è stato ieri.Ti passo a prendere io. Va bene. A che ora? Facciamo otto e mezzo.Un pò prima? Otto e un quarto.D'accordo. Ceniamo,poi vediamo,il posto offre il solito,giusto? Ci mancherebbe! Allora,il solito. Oh,però mangiamo qualcosa,facciamo una cena seria. Alla fine abbiamo mangiato in un pub due hamburger con patate. Il countryburger,per esattezza.A me può non mettere la rucola? Certo,ragazzi. Ragazzi? Grazie.Prego,ragazzi.Ragazzi? Forsi li manca la vocali e.Ma cos'è questa cosa trsparente sopra il panino? E' la scamorza.Impossibile,la scamorza è sotto. Sembra,mi sembra come placenta umana.Grazie di avermelo detto.Be,ma è molto nutriente.Queste patatine puzzano.Ma va.Oh no,annusa. E' vero,puzzano.Che strane patate.Peccato che ce ne siamo accorte ore.Magari non le mangiavo.Eh,magari.Da lì la situazione precipita,perchè il cibo chiama parole e le parole cattiverie e le cattiverie disumane risate e le risate occhiaie crudelmente curiose degli alri presenti.Passiamo in rassegna tutte le persone che frequentiamo.Ti ricordi,quando eravamo piccole che dicevamo ma noi non c'abbiamo una kumpa.Be,chi l'avrebbe immaginato di incontrare certi casi umani.Dai facciamo la top five dei casi umani. Al caffè siamo piegate,a me va nel naso.Chiedo,morirò? Non ottengo risposta.La top five non la riporto perchè qualcuno potrebbe leggere,giusto?Poi mi viene in mente che forse il nostro rapporto di amicizia è così felice per via delle crasse risate che ci facciamo praticamente per tutto.Perchè ridere è importante.Ehhh,già. Oh andiamo via,andiamo a fumare.Paghiamo,credevo meno,anche io.Mai una volta,che si creda troppo giusto? Sacrosanto.In macchina.Cantiamo una canzone? Famiglia rossi? Sì ma cosa? Eh,son tutte belle.Le ferie? Ma sai che ci avevo pensato anche io? No dai cantiamo qualcosa di più impegnato.Cantiamo don chishotte di guccini.Ma dopo non ricordiamo i pezzi.Vero.Dai facciamo tutte e due insieme no io uno e te l'altro.Ok.Al bulldog ci aspetta una serata abbastanza surreale,per l'incontro con tre individui curiosi e mai visti.Uno ci parla delle emorroidi ed è mezzo birmano mezzo non si sa.Le altre due ricordo solo che sono basse.Poi si parla dei pazzi di Treviglio e si giunge alla conclusione che sono veramente tanti :quello con gli occhi azzurrissimi,drago,birret,arancia.Oh ma sai che una volta ho visto una testa d'arancia? Aveva una testa minuscola con un codino bianco.Cavolo.E quello del cimitero? Scioncone? Scioncone.Va là dov'è.E l'indiano?E giacomo?E fragolino? Troppi pazzi e non li conosciamo nemmeno tutti.
E oggi ho una faccia pensierosa,come quella che avevo all'asilo.Il giorno di questa foto




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29 agosto 2005

I'm back

In un mese la mia vita non è che si sia proprio capovolta,però si è spostata di parecchio. Ci si accorge,a volte,di non essere quegli esseri invincibili che ci si era creduti,ma di essere delle autentiche persone di merda,ovvero,degli stronzi,proprio come quelli che si detestano. E sotto un certo punto di vista si è soddisfatti della cosa,perchè per una volta non si è subito nulla,anzi. Poi però ci si accorge che è meglio minchioni che stronzi,mille volte meglio vittime che carnefici.Ci sarà modo di essere minchiona più volte,in futuro,comunque. Mi sento strana,perchè non credevo di poter essere tanto insensibile,ma si vede che l'esasperazione mi ha portata ad essere così e io non ho resistito.Almeno comunque mi metto in discussione. E così dopo un anno e mezza di regolarità e sopportazione e routine io mi ritrovo stronza,sola,avvezza alle dipendenze,più magra e più bella. Non so proprio come fare,ho deciso di darmi del tempo,per tutto voglio dire,ma darsi tempo è un qualcosa di insopportabile e so che al massimo resisto un giorno,poi sto a rota di cazzate.perchè lo si sa che il segreto,nemmeno troppo segreto,sta proprio nel tempo e non ce n'è,bisogna farlo passare.Possono bastare due settimane oppure sei mesi,questo non si può sapere.Il patto che si fa col tempo è unilaterale,tu ti affidi a lui e lui passa e nient'altro,non è che ti dà spiegazioni o anticipazioni.Unica prospettiva è una grossa vincita all'enalotto,che mercoledì io e Sara giochiamo. Ieri abbiamo pensato che la giostra gira,però poi mi è venuto in mente che potremmo non essere nemmeno minimamente vicine a questa giostra qua,stiamo sul calcinculo,come sempre.
Bentornata




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24 luglio 2005

arrivederci

Ci sarebbero tante cosa da dire.proprio per questo non ne dico nemmeno una. Buone vacanze a tutti,lettori.
Io partoooooooo




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17 luglio 2005

scrivere

Il bello di scrivere è poter essere sempre qualcuno di diverso. Qualche volta migliore,qualche volta peggiore,ma mai,dico mai se stessi. il bello di scrivere è annullarsi,è far divertire gli altri rendendosi sempre conto che non si divertono nemmeno la metà di quanto ti sia divertito tu a prenderli in giro,quando giochi a fare lo scrittore e a goderti gli elogi.Lo scrittore è solamente uno che inventa,è solamente un bravo bugiardo. I critici sono antipatici perchè criticano,gli scrittori no,sono simpatici,tutti.A me stanno simpatici tutti gli scrittori,allo stesso modo in cui nelle fiabe preferivo i maghi o gli inventori,sempre bravi a togliersi dalle situazioni scomode.Quando Merlino nella Spada della roccia sale sul suo sgabello e fa la valigia,e ci mette tutta la casa,in quella valigia,che sembra quella del medico che ti viene a visitare quando non stai bene e alla fine ci butta anche lo sgabello.Che magari non gli sarebbe servito poi,dato che in valigia ha già messo un letto,libri e svariate sedie.Lo mette per beffa e per prenderci in giro,perchè sa di potere qualcosa che altri non possono.Anche chi scrive lo fa per beffa,perchè sa che tutti potrebbero farlo,ma la maggior parte crede sia una cosa complicatissima e non ci prova nemmeno.Ci sono cose ben più difficili della scrittura.Giocare a bowling,nonostante mi riesca molto bene,è più difficile. Cucinare un pollo arrosto è più difficile.Disegnare,per me è impossibile.Il genio del pittore è un qualcosa di incredibile,ma ogni pittore è tecnicamente imitabile,e forse superabile con l'esercizio,con gli studi,con la tecnica appunto.Si spiegano i centinaia di falsi che girano.Ma voi,avete mai visto un libro falso? Al massimo un libro pirata,ma mai l'imitazione di un libro,semmai la sua contraffazione(quando non si hanno i soldi per il copyright),Un'idea non si può riprodurre così facilmente,ma penso che se tutti partorissimo anche solo un'idea mediocre,ogni giorno,statisticamente dato che siamo oltre sei miliardi in un anno partoriremmo almeno un centinaio di idee eccellenti.la pittura,la musica,la scrittura sono solo idee,inutili,perchè materialmente non servono a nessuno,ma il loro essere preziose sta nel fatto che ogni tratto su una tela,ogni nota su uno spartito e ogni frase su un foglio sono l'espressione di qualcuno che ha pensato,per una volta,di tentare di partorirla,unidea e non di lasciarla lì e poi dimenticarsela e schiacciarla con l'ennesima itrovata che non verrà espressa.Per cui quando scrivo non sono io che scrivo,sono io in relazione a quello che volevo dire in quel momento.Io,quando scrivo,posso essere romantica o nichilista,purchè non lo sia contemporaneamente,o risulterei un pagliaccio.Posso essere astronauta anche se ho i molari otturati,vegana anche se mi piace la carne rossa,ubriaca anche se sono astemia,paranoica anche se sono solo un pò stanca,magra anche se sono grassa,grassa anche se non sono grassissima,ricca anche se non ho abbastanza soldi per tutto quello che vorrei,povera anche se porto un orologio da cinquemila euro,ignorante anche se leggo quattro libri alla settimana,colta anche se l'unico libro che ho letto sono tre poesie dei fiori del male,coraggiosa anche se quando torno la sera non passo per la cantina,faccio il giro,perchè il buio mi farò paura sempre,paurosa anche se affronto tutti i miei problemi,ogni giorno,come tutti credo e con la maggiore dignità possibile. Questo vuol dire scrivere,leggere significa solamente credere e non offendersi,se qualcuno,per una volta,ha voluto prendervi in giro senza nessuno scopo preciso,a parte divertirsi un pò.




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14 luglio 2005

Un pò di romanticismo




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14 luglio 2005

Yeah!

Ci sono persone che si innamorano,altre che no.Persone che per amore farebbero qualunque sciocchezza,altre che niente. Io,personalmente,reputo che l'amore non valga la pena,né di soffrire né di far pazzie.Arriva un momento,nella vita di tutti,in cui si inizia a dare importanza a se stessi,piuttosto che agli altri.Quel momento cambia l'esistenza,e in meglio.Tutte le persone che stanno con te non varranno mai nemmeno la metà di quello che vali tu.Nessuno può conoscerti meglio di te stesso,e questo lo sai bene,anche se ti sembra presuntuoso ammetterlo.E pure un pò cattivo.Scommetto che non c'è nessuno che da solo,soddisfatto,non si senta il meglio che potesse desiderare di essere.E,a pensarci,il più delle cose che costruiamo le costruiamo senza l'aiuto di nessuno,magari con un appoggio morale,ma l'aiuto no.L'aiuto è un'altra cosa.E tutti ci sentiamo infinitamente soli,quando siamo stanchi e le cose non riescono ad andare da nessuna parte e i nostri sostegni,i nostri amici,i nostri amori non riescono a sollevare la situazione.Meglio lasciarli stare tutti e affrontare il momento abbandonati come dei cani,con la consapevolezza che comunque nessuno potrebbe aiutarci,nemmeno avvicinarsi all'intento di riuscire a farci stare meglio.Sono convinta che ognuno di noi nasconda un mostro che non potrà mai mostrare a nessuno e quando succedono certe cose brutte è perchè questo mostro è scappato,perchè va tenuto stretto,non deve trapelare assolutamente.Non ci conosciamo mai completamente,non conosciamo i mostri delle persone a cui vogliamo bene,perchè se solo intuissimo cosa nascondono non avremmo più amici,o amori,o semplici conoscenti.Io convivo col mio mostro e tutti i miei fantasmi e voi fate lo stesso,con i vostri.Che sono aumentati,giorno dopo giorno,grazie a delusioni,male assolutamente gratuito ricevuto,solitudini,incomprensioni,frustrazioni e quant'altro possa esserci di triste e inconfessabile.E così si va avanti tutta la vita,tentando di sopprimere la parte di noi che non risuciamo a sopportare.E che invece è la migliore,la più pericolosa,la più viva.




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13 luglio 2005

Neurodisney

In quinta superiore ci hanno portato in gita a parigi. Ultima meta,quella obbligata,EuroDisney. Io non ho mai amato i cartoni Disney,a parte la bella addormentata nel bosco,che non è semplicemente un cartone ma proprio tutto un mondo incredibile-e che brividi con quella Malefica-e si fanno le magie e questo non avviene in tutti i cartoni. Un altro con molte magie è la spada nella roccia,che infatti è il mio secondo-e ultimo-cartone preferito.A Eurodisney non ci sono carte in terra e nemmeno mozziconi.Tanto che ti chiedi : ma si potrà fumare,qua dentro? Cioè,qua fuori. Se hai terminato le sigarette è la fine. Non troverai un tabaccaio se non almeno a quindici chilometri di distanza.Consigliato il drum,strasconsigliata la cannabis,soprattutto su quella giostrina in cui tu sei su una specie di zattera e passi in un fiumicello tra dei cespugli e in quei cespugli ci sono degli omini piccolissimi che cantano qualcosa di tirolese pare. Da crisi di panico.Io sulle giostre non ci salgo,cioè,non su quelle che vai al contrario o a testa in giù perchè perdo gli occhiali e poi perchè devo stare male quando pago pure per salirci. Però quella volta ci sono stata,per forza.Anche la peggio sfigata si è fatta minimo tre giri,su quelle montagne russe al buio.A me ne è bastato uno;per premio mi sono comprata una postmoderna mela caramellata. Vera plastica.Alice nel paese delle meraviglie non è una storia per bambini e il cartone è orribile.Soprattutto quel pezzo delle carte o quando giocano a quella specie di golf strano.Brutti ricordi. Non so come ci sono entrata in quel labirinto,forse inconsciamente attratta dal Bruco (l'unico che aveva trovato le sigarette) e dai suoi incredibili cerchi di fumo.Dopo un quarto d'ora di funghi enormi e bianconigli non sapevo cosa fare.Ho perso tutti,non ne uscivo più.Mi sentivo come quando mia madre mi dimenticava all'asilo.Ansiosa e persa. Ho seguito anche un seienne tedesco,ma poi l'ho perso,anche lui.Chissà se è mai riuscito ad uscire.Allora mi sono arrampicata sul fungo gigante e ho guardato fuori.Dopo tre quarti d'ora ero libera. Giuro,è orribile non avere una sigaretta,in quel momento di gloria.La testa mi ronzava,a un certo punto sono sbucati un centinaio di strani personaggi tra cui ho individuato Alladin,Biancaneve e un non ben definito animale con la coda grossa che un partenopeo,dietro di me,ha urlato : mamma,re Luigg!! ma chi è re Luigg?? Di che cartone fa parte? Esausta sono stata trasportata sulla giostra dei cavalli,ovviamente dopo che il mio Dumbo-sulla giostra dei Dumbo-era stato l'unico a non sollevarsi-quale umiliazione-e sono rimasta a terra a girare come una deficiente per cinque minuti.Quando la giostra dei cavalli si è fermata era il nostro turno,ho visto il cavallo più bello,quello alto,un pò azzurro.E sono corsa ad accaparrarmelo,ci sono salita con l'agilità di un pachiderma,ho afferrato le redini. Dopo cinque secondi una signora mi si avvicina e mi dice : quel cavallo era mio,era occupato (solo un italiano può rompere le palle per un cavallo della giostrina).Ma io l'ho visto libero e ci sono salita (solo un italiano può dare corda a un altro italiano che rompe le palle per un cavallo della giostrina).Sì ma io l'avevo tenuto occupato.Sì,ma era libero e ci sono salita. Va be,ma porca miseria,grazie eh,ma che gente che c'è. Ero contentissima di aver stravinto il mio posto sul cavallo migliore e cavalcavo con leggiadria e la felicità di una bambina a Natale quando mi giro e,sulla mia destra,vedo la tizia che aveva prenotato il mio cavallo,che sta su un puledrino minuscolo e mi guarda con rancore misto a malinconia. Insostenibile ripicca. Lasciateli stare,questi posti qua.Sono nocivi. E anche Gardaland e Mirabilandia e qualunque parco di divertimenti.Quando divento il presidente degli stati uniti li attacco tutti. Guerra preventiva




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6 luglio 2005

Zucca,adieu

Oggi se n'è andato il mio ennesimo criceto.Questo si chiamava Zucca,l'avevo comprato il trentuno ottobre duemilaetre.Me lo ricordo,perchè era appena iniziata l'università,era il primo anno e io mi sentivo molto sola. Zucca è morto stamattina,stava già male,poverino.I criceti non sono animali noti per la loro intelligenza,ma lui era così.Era simpatico.La sera si attaccava alla gabbietta e mi cercava con i suoi baffi lunghissimi e io gli davo l'insalata e lui mi mordeva se gli andava,se non gli andava no.D'inverno dormiva nei miei calzini bucati,buco spesso i calzini,perchè cammino male,forse e sfregano troppo nelle scarpe.D'estate stava fuori.Questa primavera gli piaceva annusare l'aria.Quando ha nevicato,a marzo,l'ho visto confuso.Non sapeva cosa fare,se dovesse cambiare ancora il pelo che aveva appena cambiato.Lì si è un pò incupito,poi si è ripreso e poi no.Di notte lo sentivo girare sulla ruota,e quando tornavo tardi lui c'era ed era sveglio e si faceva accarezzare la testolina. Qualunque morte mi provoca un grande sconvolgimento,anche quella di un criceto.mi fa pensare alla fugacità di ogni cosa,che in fondo,forse,non abbiamo motivo di gioire per niente,se poi dobbiamo ridurci a boccheggiare e aspettare che il nostro cuore si fermi.Zucca questo non lo sapeva,la sua unica occupazione era fare provviste.Per cosa poi,non l'ho mai capito,dato che aveva tutto il cibo che potesse desiderare. Forse temeva una guerra,oppure una carestia.Questo non potrò mai saperlo. Ciao Zucca,sei stato un amico.
Sara




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